Arrivata ai cinquanta, continuano le scorribande nella rete di una quarantenne non più tale ma molto, molto casuale.
Uno spiraglio nella mia vita, nella mia straordinaria ordinarietà. La storia continua.
martedì 5 marzo 2013
Il valore delle cose
E' vero che tutto passa, tutto si trasforma, ma questa trasformazione per me non è facile. Sono ancora molto legata ai vecchi luoghi, ogni angolo, ogni singolo pezzetto di muro ha un significato. 20 anni non si possono cancellare in un secondo. Soprassediamo sulle ragioni che hanno portato a questo distacco doloroso con i luoghi lavorativi, il fatto è che da un momento all'altro ci è cambiata radicalmente la vita. Nuovi luoghi, nuove prospettive, nuovi obiettivi. E il vecchio? Il vecchio è là, in attesa, come fuori dal tempo. Affidato a persone che non ne sanno apprezzare i colori, gli odori, i significati. Si, perché ogni angolo di quel luogo ha un significato.
E poi all'improvviso mi marito mi scuote dai pensieri già cupi, e mi mostra, con uno sguardo attonito e addolorato, lo scempio.
La piccola officina meccanica è stata letteralmente smantellata, smontata in maniera sommaria, pezzetto per pezzetto, e accumulata fuori, nel piazzale. Un mucchio di pezzi di metallo informi, senza più senso, senza più ragione. Dove c'erano attrezzature il niente, e le attrezzature, ormai senza più uno scopo, senza più un possibile utilizzo.
Tutto questo mi ha fatto capire che ci sono persone che non hanno il senso del valore delle cose. E un'altra cosa, non dobbiamo dare troppo valore alle cose perchè queste prima o poi ci verranno tolte, e non avrà più senso niente. Però vedere tutte quelle cose là fuori, pronte per il macero, mi ha fatto davvero male
mercoledì 15 dicembre 2010
Tutto cambia....per rimanere esattamente come prima!
lunedì 12 aprile 2010
Certo che....
Vi racconto l'antefatto. Qualche mese fa ho fatto "outing" alla mia responsabile, che conosco da circa 10 anni, e le ho parlato del grosso disagio lavorativo e personale che ho nel mio ufficio. Lei, dopo averci pensato su un po' e aver preso atto del mio grande disagio ha fatto in modo che io potessi andare a lavorare in un'altro ufficio. Qualche giorno prima di Pasqua mi ha chiamato e mi ha comunicato che questa opzione purtroppo non poteva più essere presa in considerazione. E quindi rimarrò nel vecchio ufficio.
Dovrò convivere con le colleghe che rimangono lì dopo una ristrutturazione, quindi devo giocoforza farmi piacere le colleghe che mi ritrovo, maligne, cattive, grette e soprattutto veramente poco intelligenti (a parte la grande mantide, la manipolatrice). Dovrò essere più intelligente, più tollerante, più aperta e furba di loro...un po' il ruolo mi spaventa...
Sarò in grado di essere più avanti di loro? Ho moltissimi dubbi, temo che questa situazione provvisoria sia alla fine come tutte le cose nella mia amministrazione: temporaneamente duratura.
Vale il vecchio detto: "Che Dio ce la mandi Bona e senza vento!"
mercoledì 10 febbraio 2010
Sassolini.
La capa mi aveva chiesto un "informal meeting", che io avevo prontamente accettato. Il caffé l'ha offerto lei (ecceccacchio...) piano piano abbiamo iniziato a confrontarci sull'ufficio, l'organizzazione e allora, dato che non ho davvero più niente da perdere, ho sparato a zero e ho tirato fuori tutto ciò che avevo in pancia.
Mi è costato tanto, sono uscita dal confronto distrutta, però mi sono sentita più libera, leggera come una piuma!
Se da domani mi trasferiranno a Medicina Legale a fare il guardiano dell'obitorio so esattamente perché, ma volete mettere il gusto e il piacere di sparare a zero a 360°? Non c'è prezzo......
martedì 3 novembre 2009
Beata te, pensa a chi un lavoro non ce l'ha!
Lo sento dire in continuazione dai miei capi. Sinceramente sarei quasi stufa. Ne ho davvero abbastanza.
Settimana scorsa ho partecipato a un'assemblea sindacale, erano anni che non partecipavo. E il quadro che ci hanno illustrato è molto complicato e difficile. Gli enti come il nostro sono quasi tutti al collasso. Non ci sono soldi, i finanziamenti non riescono a coprire che un piccolo pezzo delle ingenti spese che questa enorme macchina deve sostenere. Nessuno vuole fare a meno dei privilegi dei quali ha fin'ora goduto e quindi ci rimettono per forza i servizi al pubblico. In più metteteci la meritocrazia che in questi ambienti è pressoché assente, e che sei fortunato se riesci a collaborare con qualcuno che è in grado di mettere insieme un ragionamento semplice. Insomma, la situazione è bruttabruttabrutta.
Queste ragioni non mi convincono più. Anche se conosco tante persone che hanno problemi con il lavoro, questo è vero e sacrosanto, e per loro tutto il mio rispetto. Ma non puoi nascondere la tua incompetenza dietro a una frase di questo genere. In questo modo si offendono tutti quei lavoratori che davvero un lavoro non ce l'hanno più. Sei il capo? Fallo. Se non sei in grado lascia il tuo posto a qualcuno che lo sa fare. Queste persone meritano dignità e rispetto. Non si può fare demagogia di bassa leva per giustificare la tua incompetenza.
Scusate lo sfogo ma quando ce vò ce vò.
venerdì 15 maggio 2009
Non so se mi spiego....
Questo lo devo dire, altrimenti scoppio!!!
Perché non riesco mai a spiegare fino in fondo agli altri quello che voglio dire? Perché fornisco sempre ai miei interlocutori l'opportunità di fraintendermi?
Questo mi accade soprattutto con certe persone piuttosto che con altre. Persone che mi mettono soggezione, per esempio con il mio capufficio, o con certe categorie di persone, tipo il commercialista, il medico...... in qualche occasione, non accade spesso però per fortuna, anche con mio marito. Lui almeno è onesto con me, lui mi fa notare più o meno seriamente il mio incartamento mentale.
Ieri telefonata al capo, mi ero preparata per benino il discorso da fare, e poi alla fine mi sono incartata, non riuscivo neanche io a capire fino in fondo dove fossi andata a parare. Risultato: non so se mi sono capita e soprattutto se ho fatto capire la questione a lui.
Forse dovrei tornare a scuola e fare un piccolo ripassino........SGRUNT! Riuscirò mai a sentirmi adeguata di fronte a certe persone?
UFFA!
mercoledì 28 novembre 2007
Cha-cha-cha Change!
Mi è venuta in mente la canzone di David Bowie pensando agli eventi degli ultimi giorni.
E' proprio vero che parlare con le persone prima di agire è una cosa saggia. Sono riuscita a trovare l'incastro per parlare al mio capufficio.
Mi ha offerto nuovi sbocchi e nuove prospettive, così semplicemente parlando. Ho parlato sinceramente dei miei problemi in ufficio e di tutto il disagio che provo ultimamente, e mi ha detto che non sono l'unica a star male. E' poco, ma per me è stato molto consolatorio, sapere che non sono pazza e che non sono l'unica a soffrire della situazione grottesca che si è venuta a creare.
Soprattutto, tra le altre cose di cui già mi occupo, mi occuperò anche di web e di internet, cosa che mi è sempre piaciuta ma che, pur inoltrando richieste, nessuno ha ritenuto opportuno farmi imparare. Ebbene, settimana prossima inizierò un corso sul linguaggio HTML. Vi stupirò con tutte le cose che imparerò, renderò queste pagine bellissime!!! Da qualche parte bisogna pur iniziare, no???!!!
E poi stamattina ho lasciato la macchina a casa e ho preso il treno. E devo dire che è andata benissimo, ho fatto un viaggio tranquillo e rilassato, senza problemi di traffico, code confusione....c'era un po' di confusione sul treno, ma il viaggio dura solo dieci minuti, ci si può stare, ho fatto una bella passeggiata e soprattutto ho sentito lo stesso i Conigli con il lettore mp3. La macchina la userò solo quando ne avrò bisogno per andare da qualche parte in città subito dopo l'ufficio! Mi fa star bene il pensiero di contribuire a non inquinare l'aria già di per se difficile da respirare in questa città.
Non voglio ancora mollare, voglio vedere come va a finire questa brutta storia. La cosa più bella sarebbe veder andare via i disturbatori della quiete lavorativa e salutarli senza rancore, semplicemente con un a mai più rivedersi. Chissà se ce la farò. Altrimenti lo dirò io, e sarà veramente un a mai più rivedersi.
lunedì 26 novembre 2007
Il Diavolo veste Prada
Finalmente, l'altra sera sono riuscita a vedere questo film. Desideravo moltissimo vederlo, ne avevo sentito parlare benissimo ed ero quasi scettica.
Sarà che in questo periodo non vivo una situazione lavorativa idilliaca, è stato facile immedesimarmi nella protagonista. E capire perfettamente le dinamiche della situazione nella quale suo malgrado si è trovata.
In un film che tutto sommato è un film di intrattenimento, non troppo impegnato e facilmente accessibile al pubblico è contenuto un messaggio importante, non farsi annientare dal lavoro. E noi purtroppo un po' per bisogno un po' perché amiamo profondamente soffrire, ci facciamo soggiogare dagli eventi lavorativi, come se fossero il fulcro centrale della nostra esistenza.
Non è che non mi piaccia il mio lavoro, però non esiste soltanto questa dimensione. Esistono molte sfaccettature, e noi donne specialmente, abbiamo una poliedricità unica, sappiamo essere tante cose allo stesso tempo. E questo è tipicamente femminile, gli uomini non hanno tanta elasticità. Loro sono uomini e basta, noi siamo cuoche, impiegate, madri, consolatrici e consigliere, maestre, addette alle pulizie, teniamo i contatti sociali della famiglia.... quante cose sappiamo fare e quante cose i nostri uomini delegano a noi perché tanto abbiamo tempo, e come lo sappiamo fare noi loro non sanno farlo.
Mi è piaciuto tanto davvero, mi ha fatto pensare. E come la protagonista mi ha fatto riflettere sull'opportunità di continuare a subire una situazione lavorativa o provare a cambiarla. Non prima però di essermi resa conto esattamente che ho il potere di cambiare la mia vita, perché è mia. Come ha fatto infine la protagonista del film.
Mi chiedo davvero se avrò la forza di portare avanti questa battaglia.....
Intanto vi consiglio vivamente, se non lo avete ancora fatto, di vederlo. Vedrete una Meryl Streep enigmatica egocentrica e pragmaticamente crudele, e una Ann Hataway che come al solito interpreta magistralmente la brava ragazza, e che oltre che brava è pure bella ed elegante!
Penso che diventerà uno dei miei film culto, insieme a tanti altri tra i quali Jumpin' Jack Flash e Dirty Dancing. Non mi ci facevate così romantica e melensa eeh????!!!
mercoledì 14 novembre 2007
Felicità-ààà-ààà.......
T'ho persa ieri ed oggi ti ritrovo qua!
E' tutto il giorno che questa canzone mi perseguita. E' di una bellezza sconvolgente e Vasco ha colto perfettamente la sua anima. Come la canzone di Black, Wonderful Life ricantata da Zucchero. Un vero capolavoro.
Ultimamente sto ascoltando molto e parlando poco. Non so, forse ho bisogno di chiarire alcuni concetti e allora lascio le parole agli altri. E' un periodo come un'altro. Sono in attesa di prendere decisioni. Decisioni che riguardano il mio futuro, so che non sarà immediato, ma non posso continuare a fidarmi. Fidarmi di chi mi dice che un giorno forse la situazione lavorativa migliorerà. Il quando è il punto. Non ci sono prospettive di cambiamento nell'immediato futuro, se non in peggio. E io al peggio ci credo molto più che al meglio.
Sono stanca di lottare, stanca di resistere, per un lavoro che fino a poco tempo fa amavo e che ora mi è assolutamente indifferente. Continuo ad occuparmi di tutto con il solito impegno, ma non è la stessa cosa. E' diventato routine. La calma prima della tempesta.
Certo l'ambiente non aiuta. E mi rendo conto che questo ambiente lavorativo mi sta facendo male. Si, perché fuori di lì sono la solita di sempre, allegra e un po' pazza. Lì dentro mi trasformo. Divento triste, grigia senza colore. Rivoglio i miei colori, la gaiezza, il cazzeggio.
La prossima settimana inizierò la trafila burocratica, il trasferimento ad altro incarico. Poi vedremo come va a finire, magari non mi prenderanno mai in considerazione, magari si. Ormai la decisione è presa. Devo andare via. E desidero farlo davvero.
Mi manca una "compagnia", come nella canzone di Battisti, che mi faccia andare via la tristezza. Forse riuscirò a trovarla, forse no, ma se non ci provo non lo saprò mai. In tutto il mio peregrinare (lavorativamente parlando) ho capito che le persone sono molto molto più importanti degli incarichi importanti.
sabato 22 settembre 2007
Sono agguerritissima!!!!!
Nel mio Ente hanno inventato un sistema molto simpatico per far avanzare tutti coloro che si trovano in una determinata posizione economica in quella successiva.
Poiché il denaro c'era per tutti, hanno deciso che non si doveva fare un concorso. Si doveva però fare una domanda con su scritti tutti i corsi di formazione alla quale abbiamo partecipato in questi 3 anni, e soprattutto la pagella.
La "pagella" consiste in una pagina dove c'è una tabella con tre caselline. Le caselline sono sei, tre per argomento: Come e quanto sei collaborativo: sufficientemente, attivamente e molto e Attenzione alle esigenze dell'utenza e risoluzione dei problemi, sempre sufficientemente attivamente e molto.
La presunzione a volte è una brutta bestia, si presume che tu faccia bene il tuo lavoro e che il responsabile se ne renda conto e valuti il tuo lavoro secondo il TUO metro. E ti ritrovi non solo ad avere presunto un certo tipo di comportamento ma anche ad essere presuntuoso. E invece no. Nonostante io tiri avanti la carretta da sola, che mi crei e risolva i problemi, che tanto anche se ho bisogno nessuno mi viene ad aiutare, questo non è bastato. Attivamente coinvolta. Le spiegazioni che ha dato il responsabile è stato che non voleva far torto a nessuno e ha negato i tre punti a tutti.
Non so sinceramente da che parte è uscita questa valutazione, i metri e i criteri che hanno portato il mio responsabile ad arrivare a ciò. Sono ahimé abituata a lavorare con coscienza e con passione, nonostante il mio orario ridotto, nonostante il periodo non sia dei più semplici ho sempre cercato di non mollare il lavoro, anche se la mia famiglia viene comunque sempre prima di tutto. E forse per certe persone, che dovrebbero essere responsabili ma lo sono soltanto sulla carta, questo potrebbe essere considerato un handicap, per me però rappresenta la mia ancora di salvezza ed è proprio il mio punto di forza!!!
Non so se essere arrabbiata, delusa, o triste. So soltanto che questa situazione deve necessariamente cambiare. Non so in che modo e in che tempistica ma qualcosa deve assolutamente cambiare. Non voglio più avere un responsabile fantasma che mi molli nelle situazioni più difficili, anche se ho tante persone che conosco che mi aiutano, questo non è giusto. Non voglio più accettare certi ricatti e certe discriminazioni.
Nei prossimi tempi ci saranno necessariamente decisioni da prendere, anche dolorose, e soprattutto cambiamento. Ho una necessità di cambiamento assoluta!
Mondo, scansati che arrivo io!!!!!!