Qualche mese fa su Sky hanno mandato in onda due episodi di una fiction tratta da una serie di romanzi dello scrittore toscano Marco Malvaldi.
I due episodi erano tratti dai romanzi della serie dei delitti del Bar-Lume, "Il re dei giochi" e "La carta più alta".
Ho amato talmente tanto l'atmosfera che si percepiva dalle dinamiche dei film, che ho davvero desiderato leggere i romanzi. E allora tramite il tam-tam nei vari gruppi di facebook dove si scambiano ebook ho avuto i quattro files, li ho caricati sul mio amatissimo kindle e ho iniziato a leggerli.
E' come essere improvvisamente catapultati in quella realtà, i quattro vecchietti allegri, sarcastici, ironici e cinici come solo i toscani riescono ad essere. E hanno una livornesità prorompente nei loro modi di fare e di dire. Assolutamente esilarante! E in questo periodo davvero di ridere ne ho assolutamente bisogno!
Consiglio davvero di leggerli questi quattro romanzi e, anzi, spero tanto che Malvaldi pubblichi qualche altro libro di questa serie, sono libri leggeri, che si leggono velocemente, durante la lettura i problemi, i pensieri, lo stress di ogni giorno magicamente scompaiono. Sono libri scritti bene, la trama regge, è molto verosimile, non ci sono escamotage per fare in modo che il finale sia in un certo modo, credetemi ho letto libri gialli assoslutamente non verosimili e con trame che fanno acqua da tutte le parti (vedi Autopsia Virtuale di Patricia Cornwell...). Non è artefatto, è tutto molto naturale, scorrevole e piacevole.
I due film verranno trasmessi in chiaro da La7, consiglio davvero di vederli, ma non dimenticate mai che, per quanto la trasposizione cinematografica di un film possa essere fedele non potrà mail rendere l'atmosfera del libro. E comunque questi due film sono molto piacevoli. Buona parte degli esterni è stata girata a Marciana Marina, dove ho trascorso qualche vacanza estiva, e mi ha fatto piacere riconoscere quei luoghi a me familiari. La trama è stata modificata in diversi punti, ma tutto sommato l'atmosfera è la stessa del libro, quindi per me è più che sufficiente.
Unica nota dolente è la prematura scomparsa di Carlo Monni, l'attore che interpretava Ampelio, ha dato uno spessore e un carattere al personaggio, cosa che solo lui, con la sua arte e la sua maestria poteva fare. Senza farlo diventare una macchietta, ha dato non solo colore ma anche spessore e caratura al personaggio. Una perdita immensa.
Arrivata ai cinquanta, continuano le scorribande nella rete di una quarantenne non più tale ma molto, molto casuale.
Una ex quarantenne, in giro per la rete con occhi curiosi e cuore aperto, sempre pronta ad ogni novità.
Uno spiraglio nella mia vita, nella mia straordinaria ordinarietà. La storia continua.
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giovedì 6 febbraio 2014
venerdì 17 gennaio 2014
Raggae Night!
Ieri sera, come tutti i giovedì sera la famigliuola si raduna per vedere la nuova edizione di Masterchef. Devo dire che quest'anno i tre "Chef" si sono superati, oltre a selezionare una fauna assolutamente multietnica ci sono anche molte persone particolare, iniziando dalla superba e antipatica Beatrice, al calmo e riflessivo Federico, al grande saggio Alberto, alla piagnucolosa e falsa Rachida...insomma, ci divertiamo moltissimo, facendo un tifo da stadio! Il preferito del piccino è il "nonno" Alberto, perché - dice lui - si chiama come il suo babbo! A me e a mia figlia piace moltissimo il dottore Federico.
Il piccino come al solito non arriva alla fine, si è addormentato prima, e stamattina gli ho dato ragguagli su chi è uscito. Mandata a nanna anche la ragazza, ancora non avevo sonno, ho girellato per i canali in cerca di qualcosa di breve e carino da vedere e mi sono imbattuta in un bellissimo documentario su Sky Arte. Il documentario parlava della vita e della carriera di Bob Marley, e, dato che sono stata in Giamaica circa 5-6 anni fa, il programma ha catturato la mia attenzione.
Ho scoperto un personaggio realmente rivoluzionario, totalmente dedicato alla musica. Un personaggio eclettico, geniale, spirituale, veramente molto particolare. Sono rimasta colpita che, piano piano, senza forzature e senza accettare compromessi sia riuscito ad avere un successo planetario. E come accade a volte, questa bellissima favola si interrompe bruscamente, Marley muore a soli 36 anni per un melanoma non curato. Lui, che era per metà nero e per metà bianco - suo padre era un colonnello inglese - muore per una malattia tipica dei bianchi.
Nella sua musica si parla soprattutto di spiritualità, di quella religione che lui segue, il Rastafari, che ha come culto il corpo come tempio di Dio, che predica amore e pace universale, che mette in pratica costringendo i leader dei due opposti partiti Giamaicani, a stringersi la mano davanti a 30 mila persone, in un'immensa festa di musica e amore.
E ho ritrovato le sonorità, i colori, i profumi della Giamaica che ho vissuto. Questa piccolissima isola caraibica, densa di storia e di spiritualità, dove incontri persone meravigliose, disponibili, soprattutto sorridenti. In Giamaica sorridono tutti, grandi, piccoli soprattutto la povera gente.
Siamo andati a un mercatino in un centro abitato vicino al nostro Hotel, abbiamo fatto moltissime foto, ma soprattutto abbiamo visto le persone, i loro occhi, i loro sorrisi. Non abbiamo fatto i soliti circuiti per turisti, dato che eravamo un discreto gruppetto abbiamo noleggiato un pulmino e ci siamo fatti scarrozzare da una guida italiana, un ragazzo di Roma che aveva sposato una donna giamaicana e che viveva in Giamaica già da più di 5 anni. Lui ha detto che non aveva nessun desiderio di ritornare in Italia, che gli piaceva moltissimo vivere laggiù. Non posso non essere d'accordo con lui! Lui ci ha portato in un sacco di posti, attraverso strade impossibili, attraversando zone montuose, girando letteralmente l'isola in tutti i sensi. Abbiamo fatto il bagno in baie meravigliose, mangiato in posti che nessuno avrebbe mai osato pensare, visto e conosciuto persone molto particolari.
Purtroppo non c'è stato tempo per andare a Kingston, sarei andata volentieri a vedere la casa dove ha vissuto Bob Marley, non c'è stato tempo. La Giamaica è un'isola piccola, ma non ha strade principali, e gli spostamenti sono molto difficili, si percorrono chilometri e chilometri per fare distanze che in linea d'aria sarebbero piccolissime, quindi abbiamo dovuto tralasciare il nord dell'isola - che oltretutto è anche quello più turistico - e soprattutto Kingston, che, come tutte le grandi città, ha i suoi pregi ma è anche abbastanza pericolosa.
Mi sono ricordata dell'istruttore subacqueo di mio marito, Rastafari, con una chioma di dreadlocks che si teneva ferma con una retina da capelli. Fu lui che insegnò a mio marito a far "gonfiare" i pesci palla facendogli dei "grattini" in un punto particolare, senza far loro del male. Non mi dimenticherò mai il suo saluto caloroso, sincero, le sue parole semplici, ci lasciò con "Arrivederci e Siate felici", abbracciandoci. Non c'è saluto e augurio più bello, ma soprattutto avvertivamo che questo saluto non era un saluto di circostanza, da turisti. Noi avevamo parlato veramente con lui, ci eravamo scambiati impressioni, opinioni, che vanno oltre le semplici curiosità di turisti, e questo lui lo aveva avvertito.
Rimarrò sempre legata a questa piccola isola, meravigliosa non soltanto per la natura incontaminata, ma anche e soprattutto per le meravigliose persone che ci vivono.
Il piccino come al solito non arriva alla fine, si è addormentato prima, e stamattina gli ho dato ragguagli su chi è uscito. Mandata a nanna anche la ragazza, ancora non avevo sonno, ho girellato per i canali in cerca di qualcosa di breve e carino da vedere e mi sono imbattuta in un bellissimo documentario su Sky Arte. Il documentario parlava della vita e della carriera di Bob Marley, e, dato che sono stata in Giamaica circa 5-6 anni fa, il programma ha catturato la mia attenzione.
Ho scoperto un personaggio realmente rivoluzionario, totalmente dedicato alla musica. Un personaggio eclettico, geniale, spirituale, veramente molto particolare. Sono rimasta colpita che, piano piano, senza forzature e senza accettare compromessi sia riuscito ad avere un successo planetario. E come accade a volte, questa bellissima favola si interrompe bruscamente, Marley muore a soli 36 anni per un melanoma non curato. Lui, che era per metà nero e per metà bianco - suo padre era un colonnello inglese - muore per una malattia tipica dei bianchi.
Nella sua musica si parla soprattutto di spiritualità, di quella religione che lui segue, il Rastafari, che ha come culto il corpo come tempio di Dio, che predica amore e pace universale, che mette in pratica costringendo i leader dei due opposti partiti Giamaicani, a stringersi la mano davanti a 30 mila persone, in un'immensa festa di musica e amore.
E ho ritrovato le sonorità, i colori, i profumi della Giamaica che ho vissuto. Questa piccolissima isola caraibica, densa di storia e di spiritualità, dove incontri persone meravigliose, disponibili, soprattutto sorridenti. In Giamaica sorridono tutti, grandi, piccoli soprattutto la povera gente.
Siamo andati a un mercatino in un centro abitato vicino al nostro Hotel, abbiamo fatto moltissime foto, ma soprattutto abbiamo visto le persone, i loro occhi, i loro sorrisi. Non abbiamo fatto i soliti circuiti per turisti, dato che eravamo un discreto gruppetto abbiamo noleggiato un pulmino e ci siamo fatti scarrozzare da una guida italiana, un ragazzo di Roma che aveva sposato una donna giamaicana e che viveva in Giamaica già da più di 5 anni. Lui ha detto che non aveva nessun desiderio di ritornare in Italia, che gli piaceva moltissimo vivere laggiù. Non posso non essere d'accordo con lui! Lui ci ha portato in un sacco di posti, attraverso strade impossibili, attraversando zone montuose, girando letteralmente l'isola in tutti i sensi. Abbiamo fatto il bagno in baie meravigliose, mangiato in posti che nessuno avrebbe mai osato pensare, visto e conosciuto persone molto particolari.
Purtroppo non c'è stato tempo per andare a Kingston, sarei andata volentieri a vedere la casa dove ha vissuto Bob Marley, non c'è stato tempo. La Giamaica è un'isola piccola, ma non ha strade principali, e gli spostamenti sono molto difficili, si percorrono chilometri e chilometri per fare distanze che in linea d'aria sarebbero piccolissime, quindi abbiamo dovuto tralasciare il nord dell'isola - che oltretutto è anche quello più turistico - e soprattutto Kingston, che, come tutte le grandi città, ha i suoi pregi ma è anche abbastanza pericolosa.
Mi sono ricordata dell'istruttore subacqueo di mio marito, Rastafari, con una chioma di dreadlocks che si teneva ferma con una retina da capelli. Fu lui che insegnò a mio marito a far "gonfiare" i pesci palla facendogli dei "grattini" in un punto particolare, senza far loro del male. Non mi dimenticherò mai il suo saluto caloroso, sincero, le sue parole semplici, ci lasciò con "Arrivederci e Siate felici", abbracciandoci. Non c'è saluto e augurio più bello, ma soprattutto avvertivamo che questo saluto non era un saluto di circostanza, da turisti. Noi avevamo parlato veramente con lui, ci eravamo scambiati impressioni, opinioni, che vanno oltre le semplici curiosità di turisti, e questo lui lo aveva avvertito.
Rimarrò sempre legata a questa piccola isola, meravigliosa non soltanto per la natura incontaminata, ma anche e soprattutto per le meravigliose persone che ci vivono.
martedì 22 giugno 2010
How stuff's made
Negli ultimi giorni in casa mia sta succedendo una cosa strana. Annoiati dalla TV nazional-popolare ci siamo buttati sul satellite, e devo dire che Sky di cose interessanti ne offre, eccome!
Al marito, ma anche e soprattutto alla bimba grande piace questa trasmissione che in italiano è intitolata "Com'è fatto" che danno tutte le sere verso l'ora di cena su Discovery Channel. Fanno vedere come si costruiscono le cose, dai motori di automobili alle scarpe da ginnastica, dalle torte surgelate agli imballaggi. Hanno anche fatto vedere come si costruisce un'astrolabio. Effettivamente è fatto benissimo, anche se a volte le traduzioni dall'inglese americano all'italiano sono improbabili.
Adesso siamo in grado di costruire un'autentica sella da cow-boy, fare una torta ai mirtilli, costruire un motore da go-kart e pure un paio di scarpe da corsa....... mica male no??? Pensate che adesso mia figlia sa benissimo cos'è un'albero a gomiti e com'è fatta la scatola del cambio di un motore di automobile..... certe volte la cultura non ha confini!!!!
Al marito, ma anche e soprattutto alla bimba grande piace questa trasmissione che in italiano è intitolata "Com'è fatto" che danno tutte le sere verso l'ora di cena su Discovery Channel. Fanno vedere come si costruiscono le cose, dai motori di automobili alle scarpe da ginnastica, dalle torte surgelate agli imballaggi. Hanno anche fatto vedere come si costruisce un'astrolabio. Effettivamente è fatto benissimo, anche se a volte le traduzioni dall'inglese americano all'italiano sono improbabili.
Adesso siamo in grado di costruire un'autentica sella da cow-boy, fare una torta ai mirtilli, costruire un motore da go-kart e pure un paio di scarpe da corsa....... mica male no??? Pensate che adesso mia figlia sa benissimo cos'è un'albero a gomiti e com'è fatta la scatola del cambio di un motore di automobile..... certe volte la cultura non ha confini!!!!
venerdì 5 marzo 2010
Il mondo di Patty
E questa è la giusta premessa per ciò che sta accadendo a casa mia. Prima però devo fare una piccola premessa, e per fare questo dobbiamo tornare indietro di molto tempo.
Quando ero piccola, tra gli 11 e i 13-14 ci appassionavano i cartoni animati, e c'erano alcune serie che venivano trasmesse esclusivamente all'ora di cena. Una di queste è Candy Candy.
Mi ricordo io e mia sorella che prendevamo possesso della televisione dalle 20 alle 20.30, e non c'era storia, dovevamo per forza vedere cosa combinava la nostra bionda e coduta eroina (ma che sfiga ci aveva quella là...).I mugugni e le proteste di mamma e papà che naturalmente volevano vedere il tanto odiato telegiornale erano un sottofondo di cui noi non ci curavamo più di tanto.
Esiste un programma, che alla TV trasmettono (o trasmettevano non so) su Italia 1 il pomeriggio, e che sul satellite trasmettono su Disney Channel alle 20.10. Ed è il Mondo di Patty. Se volegte avere qualche informazione a riguardo cliccate sulla foto della protagonista.
La bimba un mesetto fa ha iniziato a dimostrare interesse per questa serie di telefilm, che non avevo sinceramente mai guardato prima di allora, e che nonostante ciò, tutto sommato, vivevo benissimo. Ebbene, gli ormoncini iniziano a fare qualche giretto, e la ragazza è diventata più sensibile al fascino maschile, e soprattutto inizia ad apprezzare le storie per adolescenti....insomma, il risultato è che non c'è più storia: alle otto in punto inizia la solfa del cambio-canale. Il piccino protesta e mugugna, a lui proprio non piace...anzi no, una cosa sola gli piace: il cane bassotto della protagonista, proprio come il cane che sia lui che la sorella desiderano avere sopra ogni cosa.
Ad ogni modo ogni sera ci deliziamo con le avventure di Patty e tutto il suo strambo e strampalato mondo, fatto di amici, amiciamici, amiche, nemiche, nemichenemiche, quasi maghi, uomini prolificissimi che ogni tanto tirano fuori qualche figlio nuovo, insomma, la telenovela per eccellenza. Una storia leggerissima, che è fatta di fidanzati, di scuola, di balletti, di tradimenti, di riconciliazioni, di passioni e di redenzioni....insomma il format è quello della telenovela, e allora ho realizzato che anche io quando ero ragazzina le guardavo.
E sono ritornata con il pensiero agli anni '80, quando le prime telenovelas hanno invaso il mondo della televisione, attrici sudamericane come Veronica Castro e Grecia Colmenares senza dimenticare l'attrice brasiliana Sonia Braga, che ha fatto una discreta carriera nel cinema amiericano, che davano vita a quelle protagoniste sfigate all'inizio e che poi alla fine si prendono il tanto meritato riscatto....beh tutto sommato la vita è una palla che gira..... le nostre mamme e nonne avevano Liala e i romanzi d'appendice, tutto sommato si tratta della stessa sostanza, no?
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