Una ex quarantenne, in giro per la rete con occhi curiosi e cuore aperto, sempre pronta ad ogni novità.
Uno spiraglio nella mia vita, nella mia straordinaria ordinarietà. La storia continua.

sabato 31 gennaio 2009

W lo Sci!

Mi sono presa una pausa. Chi mi conosce sa che amo sciare. E mi si è presentata l'occasione di andare a sciare con mia figlia e una coppia di amici con una figlia della sua stessa età.


Siamo andati a S. Martino di Castrozza, piccola perla delle dolomiti. E ancora sento l'odore dell'aria fresca e frizzante di montagna, il colore della gelida notte invernale.


Stasera tornando a casa ho visto la luna. Quella piccola falce di luna, che qui a Firenze è coperta dalle nubi, solo ieri sera illuminava il cielo terso e stellato come se facesse tutto il possibile per copiare il suo compagno diurno.


Mi mancheranno i compagni, mi mancheranno gli insegnanti. Il rituale del dopopranzo: il bombardino alla Malghetta. Che nostalgia!!!!


Il tempo poi è stato meraviglioso, abbiamo sciato martedì mattina sotto la neve e subito nel pomeriggio è tornato il sole, che ci ha accompagnato fino a venerdì sera!


Forse sono un po' troppo frivola, ma lo sci mi riconcilia con il mondo intero. Mi fornisce nuove energie e di mettermi ogni volta alla prova, soprattutto perché desidero migliorarmi e diventare sempre più brava. Insomma, boccate di ossigeno per il corpo e per lo spirito! Provare per credere!

martedì 20 gennaio 2009

Profondamente ingiusto

E' una settimana che ci giro intorno con il pensiero. E forse adesso, dopo una settimana sto razionalizzando un po'meglio.


L'antefatto in poche parole. Una persona a me molto cara, che nella sua vita ha fatto veramente il bene di tanti, tantissimi ragazzi si trova nei guai. In guai abbastanza grossi, che pregiudicheranno, a mio avviso, un po' tutto quello che di buono ha fatto nella sua vita. Insomma, è in ballo la sua reputazione.


All'inizio sono rimasta scioccata, questa persona è veramente buona, le voglio davvero tanto bene, e di guai in questo periodo ne ha avuti tanti, talmente tanti che si accavallavano l'uno sull'altro sommergendola letteralmente.


Lei è sempre rimasta in piedi, con una forza incredibile si è sempre rialzata. Stavolta però è diverso. Lei ha una Fede in Dio incredibile, non si perde mai d'animo, anzi è lei la prima a confortarci e ad esortarci ad andare avanti.


Sono molto preoccupata per lei, e questo pensiero mi accompagna ogni momento della mia giornata. Poi è arrivato all'inizio, il pensiero, quasi in sordina e poi ha preso corpo. Ma per rinascere forse non dobbiamo prima morire?


Parlo di rinascita, di cambiamento. Quella forza che ti viene di ricominciare tutto da capo quando non hai più niente da perdere, quando ormai ti rendi conto che la vita che hai vissuto fino a quel momento non ha più senso. Forse bisogna andare in fondo, e poi piano piano risali la china. E forse è questo che sta accadendo a questa persona. E' accaduto anche a me qualche anno fa. Mi sento sempre in fondo alla salita, sempre a tutt'oggi, però una cosa in più rispetto a prima ce l'ho: ho una visione molto più ampia.


Questo senso di visione più allargato, che mi permette di vedere le varie cose importanti da diversi punti divista, è stato un traguardo molto prezioso. Ho imparato a non sottovalutare niente, sia nel bene che nel male. Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo, ho letto ultimamente nel blog di Api. Ed è vero. Vivi intensamente fino in fondo ogni istante della tua vita.


Questo dono però si acquisisce con fatica e dolore. Ho imparato che nella vita niente è gratis, non ti risparmia niente nessuno. C'è da lottare e da faticare, e quando ti sei rialzato, Bam! ricadi subito. E forse questi sono davvero i miei buoni propositi per quest'anno, di cui ho vissuto solo uno spicchio, e sinceramente è stato abbastanza difficilino.


L'amore che possiamo donarci l'un l'altro, questo fa davvero la differenza. E di amore questa persona ne ha davvero tanto. Deve solamente aspettare che arrivi il momento in cui se lo potrà godere appieno.


Queste riflessioni sono tutte per te, amica mia. Ti voglio bene.

mercoledì 14 gennaio 2009

Mercato delle Opportunità

Ieri dopo il lavoro sono andata alla scoperta di questo Mercato.


Il Mercato delle Opportunità è un capannone all'interno del Mercato Ortofrutticolo Mercafir, che viene aperto al pubblico per la vendita due giorni alla settimana, il martedì e il venerdì dalle due di pomeriggio fino alle sei. Si possono comprare tutti i tipi di frutta e verdura, a cassette, a prezzi veramente molto convenienti. Si tratta spesso di frutta e verdura le cui pezzature sono difformi dagli standard necessari per la vendita nei negozi e nei supermercati, quindi con le stesse proprietà organolettiche di quelli considerati idonei, anzi, a volte sono anche più buoni e saporosi. Se volete saperne di più potete andare su questa pagina. Da un po' di tempo poi è possibile anche comprare il pesce. Ottimo pesce a pezzature non vendibili ai negozianti o ai ristoratori. E quindi disponibile per la vendita al pubblico sempre a prezzi molto convenienti. La parte relativa al pesce non sono riuscita a visitarla, lo farò la prossima volta che ci andrò.


Decisa e convinta, esco dall'ufficio alla mia solita ora e mi accingo ad andare a vedere di cosa si tratta. Prima di trovare l'ingresso di Via dell'Olmatello ho fatto un paio di giri, io riesco a perdermi sempre, poi finalmente ho trovato la strada giusta e sono arrivata al parcheggio. Inutile dire che alle due e un quarto era già strapieno, non si trovava un carrello, ho dovuto seguire stile maniaco qualsiasi persona che  usciva dal capannone. E di persone ne uscivano tante, con carrelli pieni di cassette di frutta o verdura.  Riuscita a trovare il carrello sono entrata nel capannone.


C'erano tantissime persone, di tutti i tipi, di tutti i ceti sociali. Si sentivano parlare tutte le lingue del mondo, tante persone diverse unite dallo stesso fine, riuscire a comprare frutta e verdura buona e a prezzi convenienti. E allora ho visto chiaramente che la crisi economica forse non è un'invenzione dei media e degli analisti, ma una dura realtà, e si cerca qualsiasi mezzo per contrastarla. C'è anche da dire che questo Mercato, che esiste dal 2006, a Firenze è molto famoso e forse comprare lì fa anche un po' figo. Ma resta il fatto che il capannone era letteralmente strapieno, e man mano che la gente arrivava gli addetti mettevano nuova merce a disposizione per la vendita, quindi chi arriva per ultimo non necessariamente deve accontentarsi degli scarti!


Mi aggiro col carrello tra i "pancali" di frutta e ortaggi, come al solito mi tocca il carrello  con una ruota bloccata, rischiando di travolgere e uccidere numerosi avventori. La merce ha un aspetto meraviglioso, i colori e i profumi, insieme alle voci multilingue dei presenti, hanno avuto un impatto molto positivo su di me. Sentivo che stavo facendo una cosa buona, che stavo dando un contributo prezioso, e soprattutto ho deciso che avrei mangiato frutta e verdura nostrane, infatti su tutti i pancali era segnalata, oltre al prezzo della merce, la provenienza. Per una volta ho fatto la campanilista, e privilegiato la produzione Italiana a scapito di quella estera. L'unica cosa che ho dovuto comprare d'importazione sono stati gli agli. Quelli italiani avevano un aspetto a dir poco derelitto, mentre che quelli cinesi erano bellissimi. Non ho resistito, li ho dovuti comprare, anche perché a casa non ne avevo più.


Mi sono fatta prendere letteralmente la mano, oltre agli agli ho acquistato una cassetta di mele da 7 chili, una cassetta di cime di rapa, una cassetta di pere, un sacco misto di verdure per minestrone,  delle cipolline fresche, un sacco di patate, e delle carote. E ho speso davvero poco! Quando sono tornata a casa ho assaggiato subito una mela. Era davvero tanto tempo che non mangiavo una mela che avesse un sapore così buono! Non aveva un bell'aspetto, aveva qualche puntino nero, e quindi mi sono resa conto subito del perché fosse arrivata al Mercato delle opportuntià, ma il suo sapore era decisamente superiore alla media!


Quindi ho diviso tutto quanto e ho fatto dei sacchetti per i miei suoceri, anche perché noi siamo in quattro, e le quantità erano decisamente troppe per noi.


E stasera assaggerò i "Friarielli" con le salsicce da mia suocera. Se hanno il sapore simile all'aspetto...beh credo che saranno buonissimi!!!


Purtroppo, a causa della freneticità della nostra vita quotidiana, siamo quasi costretti  a comprare la frutta e la verdura negli ipermercati, dove il sapore delle cose è tutto uguale e una mela ha lo stesso sapore di una pera o di una zucchina. Forse ho trovato il modo per poter spendere qualcosa meno e di non rinunciare al sapore e alla qualità delle cose.


Insomma, viva il Mercato delle Opportunità, dove il minor prezzo non significa assolutamente minor qualità!!!

sabato 10 gennaio 2009

Epifania, Epifania.....

Ecco qua. Le feste sono finite.


Non so se dire finalmente o purtroppo, non è che ho avuto molto tempo per godermele, ho lavorato quasi tutto il tempo.


Non c'è stato molto lavoro, mi è servito questo periodo per riorganizzare un po' tutto quanto. Però ho la ferma intenzione di fare in modo che qualcosa cambi. Non può rimanere tutto così, deve per forza cambiare qualcosa, o io impazzisco. La situazione in ufficio è sempre più frammentata, sempre più divisa. I gruppi gruppetti gruppettini si moltiplicano in sottogruppi, strane alleanze, persone esasperate che lasciano correre anche le cose più gravi. Si. E' necessario che per forza cambi qualcosa. E la situazione economica del nostro Ente non aiuta. Ogni giorno c'è una voce di corridoio che contrasta con quella del giorno precedente. In tutte le situazioni difficili c'è un humus di voci più o meno positive che contribuiscono notevolmente ad inquinare l'atmosfera già notevolmente inquinata dalla nostra convivenza forzata. E in questo i capi non contribuiscono certo con una sana e doverosa chiarezza. Tutto tace, ed ho paura che sia la calma prima della tempesta. Vedremo via via cosa succederà, ma le sensazioni non sono per niente buone.


In questo periodo sono riuscita a invitare i miei amici a pranzo per Santo Stefano, ci siamo divertiti moltissimo, nonostante la piccolezza del mio appartamento siamo stati benissimo! Ho organizzato una riunione di tutti gli amici, anche quelli che non si vedevano da tantissimo tempo, ed è stata una gioia vedersi. Figuratevi che c'era gente che non si vedeva da almeno 10 anni!!! E questo mi ha fatto sentire molto orgogliosa di me stessa!


E poi ci siamo concessi, per fine anno, qualche giorno nel Wellness Center dove ero già stata con tutta la famiglia allargata per Pasqua. Questa volta me la sono proprio goduta, anche perché oltre ai miei cognati e ai miei suoceri sono venuti anche una coppia di amici, con i quali siamo molto legati. Ci siamo destreggiati tra bagni nell'acqua calda, bagni nell'acqua termale saune e palestra.Sono anche riuscita a leggere tre libri!! I bambini invece hanno giocato, nuotato si sono divertiti tantissimo ad andare in palestra a fare pesi, cyclette e tapis roulant!!! Ormai erano conosciutissimi nell'hotel, e tutti gli ospiti italiani li salutavano e li riconsocevano!


E in questo periodo ho approfittato per riconsiderare tante cose, fare progetti per il futuro, lasciarmi andare ai ricordi, a chi non è più con noi, o ai bei momenti passati, purtroppo per questo non ho mai tanto  tempo, e allora mi sono concessa anche qualche istante di malinconia.


Sono ripartita con tanta energia, tanta voglia di fare. Devo fare attenzione, perché quando sono in questo status mentale, l'entusiasmo mi fa combinare guai, guai grossi. Ormai ho un po' di callo, sto imparando tante cose di me, spero vivamente di non mettere in difficoltà nessuno a questo giro!


Ultima cosa meravigliosa successa: nell'ultimo mese non ho avuto molto tempo per andare a Giogoli, ne ho approfittato per fare un po' un'analisi, e ho visto un'altra parte della medaglia, che mi può servire forse a dare un contributo alla comunità. Vedremo un po' cosa mi riuscirà di fare.


Nel frattempo che non avevo avuto contatti quasi con nessuno per più di un mese, ero rimasta che c'era una riunione ieri sera, beh, il Don ha avuto un contrattempo e la riunione è saltata. Ebbene c'è stato un tam tam così forte e così potente, mi hanno chiamato diverse persone, ho ricevuto email e sms per avere la notizia. E meno male che mi sentivo fuori dal gioco! E' proprio vero, quando le cose devono andare per il loro verso ci vanno lo stesso, anche senza fare niente. Certe belle sorprese sono preziose.


Auguro a tutti quanti un buon fine settimana!

martedì 28 ottobre 2008

Pausa Svedese

Lo scorso fine settimana ci siamo concessi una piccola pausa svedese insieme ai miei cognati e a loro figlio.
Siamo partiti da Orio al Serio giovedì scorso alle nove e siamo arrivati a Stoccolma che era quasi mezzanotte.

La compagnia low cost che abbiamo scelto fa scalo ad un aeroporto secondario che dista dal centro della città circa 100 km. Arrivati stanchi e infreddoliti abbiamo seguito la coda e abbiamo fatto i biglietti per il bus che ci ha portato alla stazione centrale.

Il nostro Hotel era poco distante, ma col buio e il freddo ci abbiamo messo un po' prima di trovarlo. E devo dire che l'assenza di insegne chiare (un quadrato nero con su incisa una n bianca) non ci ha aiutato.

Il primo giorno, venerdì, ce lo siamo concesso per orientarci e cercare di capire che tipo di città è Stoccolma. Si estende per la maggior parte su isole collegate l'un l'altra con ponti. In effetti Stoccolma è la città dei ponti, un po' come Venezia, ma con un'atmosfera molto molto diversa.

La mattina abbiamo girellato per la città vecchia, Gamla Stan e siamo andati a vedere il Palazzo Reale e il cambio della guardia. Dopo aver constatato che quasi tutti i ristoranti del centro sono italiani, ci siamo sentiti un po' a casa, ma noi eravamo andati ad assaggiare le specialità del luogo, non gli spaghetti alla carbonara "swedsh style"..... alla fine affamati e infreddoliti ci siamo infilati in un ristorante che a nostro avviso poteva offrirci sia l'uno che l'altro. Mi sono ritrovata in un posto dove i pochi piatti cucinati erano italiani. I ragazzi hanno mangiato gli gnocchi di patate al pesto con una fetta di prosciutto di parma sopra. Che vergogna! Abbiamo deciso che i ristoranti dall'ora in poi li avremmo scelti io e mia cognata, dato che quello lo avevano scelto i mariti!

Il pomeriggio abbiamo scelto di fare il giro della città in battello. Abbiamo scoperto tante bellissime cose di questa città splendida e abbiamo potuto avere veramente una visione globale del luogo.

Dopo aver cenato, prestissimo, in un pub inglese che serviva anche cibo svedese, siamo tornati in albergo.

La mattina dopo abbiamo visitato il Museo del Vasa, un vascello del 1600. Pensate che questo vascello è affondato durante il primo viaggio in mare proprio nel porto di Stoccolma ed è stato  individuato e recuperato negli anni '60. Dopo averlo restaurato è stato messo a disposizione del grande pubblico, intero, e abbiamo potuto ammirarlo in tutta la sua maestosità.
Il colpo d'occhio è imponente, ti trovi catapultato indietro di quasi quattro secoli. La nave è bellissima ed è pressoché intatta! E poi è tutta intera! Si può vedere solo dal di fuori, ma immaginatevi di trovarvi davanti ad una nave ammiraglia della metà del 15° Secolo! E poi il museo espone non solamente la nave, ma uno studio antropologico e tafonomico dei resti di coloro che sono periti durante il naufragio, come vivevano, di cosa si nutrivano, se avevano avuto malattie. E poi hanno ricostruito le facce di due dei naufraghi, con l'aiuto del computer e soprattutto con tanto tanto impegno e studio. Il risultato è sorprendente.

Nel pomeriggio siamo andati a Junibacken, un museo-gioco dedicato ai personaggi della scrittrice svedese Astrid Lindgren, la "mamma" di Pippi Calzelunghe. Per noi grandi non è stato un granché, ma visto con gli occhi dei bambini è stata un'esperienza fantastica! Siamo arrivati e ci hanno fatto entrare in una specie di trenino che ad un  certo punto si è alzato e ha cominciato a volare sopra le ricostruzioni dei personaggi protagonisti dei racconti dell'autrice. Abbiamo incontrato la bambina che desiderava volare, Emil, il bambino pestifero che ha appeso la sorellina in cima all'albero della cuccagna e i due fratellini che hanno sfidato il drago! Poi abbiamo visto la casa di Pippi, Villa Villacolle e i bambini hanno giocato un po'. Dopo è iniziato uno spettacolo che purtroppo era in lingua svedese e i ragazzi si sono un po' annoiate, e siamo andati alla fine nel bosco dei mirtilli giganti, dove i bambini hanno terminato di giocare.

Stanchi e felici ci siamo recati in albergo e poi siamo andati a mangiare in un ristorante che la guida ci presentava come "Medievale" in perfetto stile medievale. Il ristorante c'era, l'ambientazione sicuramente era molto particolare, l'atmosfera medievale beh lasciava molto a desiderare. Tutto sommato non abbiamo mangiato male, a parte la mia zuppa di pesce che era quasi immangiabile, però siamo tornati nella città vecchia, che abbiamo subito amato alla follia!

L'ultimo giorno a Stoccolma, ci aspettavamo una giornata meravigliosa e invece....pioggia!!! Quindi niente museo di Skansen, museo etnografico all'aperto. E allora abbiamo esplorato i meandri del Palazzo reale e abbiamo fatto "Vita di Corte". Abbiamo visitato gli appartamenti reali, quelli degli ordini cavallereschi, avreste mai sospettato che Nelson Mandela fosse un membro dell'ordine dei serafini??? Ebbene, noi abbiamo visto il suo stemma, insieme a tutti quelli di molte personalità della politica e della cultura!
Poi abbiamo visitato il tesoro reale e infine il museo delle armi e delle carrozze. In questo museo i bambini hanno giocato a travestirsi e si sono improvvisati guerrieri, armati di spada di legno, elmo e paramenti, e mia figlia invece si è vestita da regina. Poi, mentre vedeva il fratello e il cugino che duellavano, si è spogliata e si è vestita anche lei da guerriero e hanno inneggiato tutti e tre a "Tutti per Uno, Uno per Tutti!!!".

E così si è terminata la nostra vacanza, molto breve e molto molto intensa. Vedere i bambini giocare felici è stato molto molto bello, ci ha fatto tornare bambini anche noi.

A volte vorremmo dare tante cose ai nostri bambini, ci sentiamo in colpa perché non possiamo essere sempre con loro e allora li riempiamo di roba, di cose anche costose, ma vedere i miei bambini giocare con una spada di legno o arrampicarsi sul tetto della casa di Pippi Calzelunghe , o cantare strofe da pirati visitando il Vasa,  mi ha fatto capire che hanno bisogno di amore ma che la loro fantasia è speciale e bisogna assolutamente preservarla e coltivarla. Magari qualche volta spengendo la televisione e leggendo un libro insieme. Questo non è solo un consiglio, ma un vero e proprio proposito per il futuro!

mercoledì 15 ottobre 2008

E adesso un po' di musica!

L'altra mattina non ho ascoltato il Ruggito del Coniglio andando al lavoro. Ero un po' malinconica e avevo bisogno di musica "amica". E allora ho messo il CD dei Coldplay, X&Y.
Penso che questo sia il CD più bello dei Coldplay, anche se ci sono diverse canzoni che adoro in Viva la Vida (l'ultimo) come la Title Track (Viva la Vida appunto) e Cemeteries of London. Pazzesche. Bellissime.
In questo CD che ho ascoltato c'è una canzone che amo profondamente.

Questa canzone l'hanno scritta per Johnny Cash, ma la sua prematura morte la fa diventare un tributo alla sua memoria e viene inserita nell'album come Ghost Track.
E' una canzone dolce e triste allo stesso tempo, che parla della morte ma anche della speranza, la speranza che alla fine qualcuno ci stia attendendo, e stia aspettando proprio noi.

Eccovela, ve la regalo. La voce calda e malinconica di Chris è accompagnata solamente da una chitarra, l'atmosfera è leggera e intensa.



'TIL KINGDOM COME


...One.....Two....
Steal my heart and hold my tongue
I feel my time, my time has come
Let me in, unlock the door
I never felt this way before

The weels just keep on turning
The drummer begins to drum
I don't know which way I'm going
I don't know which way I've come

Hold my head inside your hands
I need someone who understands
I need someone, someone who hears
For you I've waited all these years

For you I'd wait 'Til Kingdom Come
Until my day, my day is done
Say you'll come, and set me free
Just say you'll wait, you'll wait for me

In your tears and in your blood
In your fire and in your flood
I hear you laugh, I heard you sing
I would'nt change a single thing

The wheels just keep on turning
The drummer begins to drum
I don't know which way I'm going
I don't know  what I've become

For you I'd wait 'Til Kingdom Come
Until my day, my day is done
Say you'll come, and set me free
Just say you'll wait, you'll wait for me
Just say you'll wait, you'll wait for me
Just say you'll wait, you'll wait for me



E adesso la traduzione. Ho fatto tutto da me (quindi se mi infamerete comprenderò, ma considerate che sono un'atuodidatta non professionista.....), non perché mi reputi più brava, ma perché volevo davvero capirla, entrarci davvero dentro, e per far questo ho fatto la traduzione da sola. C'è un appunto sulla traduzione che troverete sul sito ufficiale italiano dei Coldplay. Ho tradotto "Kingdom Come" non con "Fine del mondo" ma con "Fine dei tempi". Questo modo di dire inglese ha sicuramente origini bibliche, infatti tradotto letteralmente significa "Il regno che verrà", ma in questo caso significa la fine della vita del protagonista, non la fine del mondo intero. In questi versi c'è il languore e il timore della vita che sta per spegnersi, momento dopo momento, time after time. E siccome si parla di tempo mi sembrava poco appropriato usare "Mondo", anche se facendo una considerazione, quando una persona muore, il suo mondo finisce con lui, quindi non sarebbe stato proprio errato. Diciamo che mi sono presa un "vezzo" stilistico.


FINO ALLA FINE DEI TEMPI

...Uno...Due...
Ruba il mio cuore e tieni stretta la mia lingua
Sento che il mio tempo, il mio tempo è arrivato
Fammi entrare, apri la porta
Non mi sono mai sentito così prima d'ora

Le ruote continuano a girare
Il batterista inizia a battere il tempo
Non so dove sto andando
Non so da dove sono venuto

Tieni la mia testa fra le tue mani
Ho bisogno di qualcuno che capisca
Ho bisogno di qualcuno che ascolti
Ti ho aspettato per tutti questi anni

Per te aspetterei fino alla fine dei tempi
Finché i miei giorni, i miei giorni non saranno compiuti
Dì che verrai e che mi renderai libero
Dì soltanto che aspetterai, che mi aspetterai

Nelle tue lacrime e nel tuo sangue
Nel tuo fuoco e nella tua piena
Ti ascolto ridere, ti ascoltavo cantare
Non cambierei nemmeno una sola cosa

Le ruote continuano a girare
Il batterista inizia a battere il tempo
Non so dove sto andando
Non so che cosa sono diventato


Per te aspetterei fino alla fine dei tempi
Finché i miei giorni, i miei giorni non saranno compiuti
Dì che verrai e che mi renderai libero
Dì soltanto che aspetterai, che mi aspetterai
Dì soltanto che aspetterai, che mi aspetterai
Dì soltanto che aspetterai, che mi aspetterai

venerdì 10 ottobre 2008

Sogni o....son desti??

Da un po' di tempo sogno. Faccio sogni carichi di significato, che alla fine si rivelano essere veri e propri balsami per l'anima.

Il primo l'ho fatto il 24 Aprile 2008. Dopo due anni e mezzo che è morto mio padre sono riuscita a sognarlo.
Dopo il grande dolore della perdita inprovvisa e inaspettata, mi sono resa conto che non sono riuscita a congedarmi con lui. Ci sono tante cose che avrei voluto dirgli e tante cose che avrei voluto sentirmi dire. Non si pensa mai che il tempo a volte sta per finire. E alla fine, insieme al dolore rimane il rimpianto, che forse è più dannoso e subdolo del dolore, che piano piano col tempo viene stemperato, un pochetto alla volta, goccia dopo goccia. Il rimpianto invece no. Rimane lì, duro e inflessibile. E lavora dentro, riesce a dilaniare il cuore e l'anima.

Dopo queste premesse, vi racconto il sogno che ho fatto allora, e che mi ha cambiato la vita.


Mi trovavo in un ristorante gestito da amici. Siamo molte persone e siamo lì per mangiare mozzarella. In effetti quello è un ristorante dove la specialità è la mozzarella.

E ad un certo punto il titolare mi fa andare nel cortile, sotto una tenda. Mi giro e mio padre è lì. Sta molto bene, è dimagrito ed è molto in forma. Il suo aspetto è curato, è vestito come si vestiva di solito, jeans e camicia, e mi sorride.


Io tremo dall'emozione e, esitando un po', mi avvicino a lui. Lui mi sorride e si avvicina e a questo punto lui mi abbraccia. Un abbraccio caldo, morbido, avvolgente. Mi dice tante cose, che purtroppo non ricordo, ma mi ricordo che nell'abbraccio ci sto bene, mi sento a casa. Poi iniziamo a parlare, come tante volte abbiamo fatto in passato. 


Poi ad un certo punto mi guarda molto seriamente e mi dice "Sono venuto perché devi sistemare le cose. E' necessario che tu sistemi tuto quanto, tua sorella non è in grado adesso di prendere decisioni, bisogna che tu la aiuti". In quel momento io so esattamente cosa è rimasto in sospeso e cosa possa averlo indotto a venire da me. Ci abbracciamo, lo rassicuro che avrei fatto tutto il possibile per sistemare ogni cosa rimasta in sospeso e che poteva stare tranquillo. Poi così com'è venuto se ne va.


Il mio amico mi chiede se stessi parlando con mio padre e io, meravigliata di quella domanda, gli rispondo di si. Lui mi dice che quel luogo è un luogo un po' magico, mi prende per mano e mi porta all'interno del ristorante, dopo aver attraversato varie sale, e mi mette davanti ad un muro. In mezzo a questo muro c'è una specie di spioncino.
Lui mi guarda e mi sorride e mi dice: "Guarda qui dentro", indicandomi lo spioncino.
Ma io ho paura, e non voglio guardare: " Ho paura, non voglio guardare". Dopo vari tentativi da parte sua alla fine mi faccio convincere e con riluttanza avvicino l'occhio allo spioncino.
Dall'altra parte c'è una bellissima sala biliardi, un po' fumosa, con tavoli da biliardo e tavoli da gioco. Mio padre è seduto ad un tavolino e gioca a carte con un suo amico, che io conosco e che purtroppo è mancato un anno prima di lui. L'atmosfera è serena e giocosa, tutti si divertono e si avverte una grande pace e tranquillità.


Il mio amico mi guarda e mi dice " Hai visto? Non c'è da aver paura! Lui sta bene ed è con i suoi amici. Non può accadergli più niente, devi stare tranquilla."
A questo punto mi sveglio. 

 

Devo ammettere: la mia vita è cambiata dopo quel sogno. Da quel momento faccio soltanto sogni "profetici" o dove analizzo certi miei comportamenti e me ne viene data la spiegazione. E qui arriva il secondo sogno.

 

Sono in una grande fattoria, sono andata a trovare la madre del mio amico sacerdote. Da notare che sua madre è scomparsa molti anni fa. Questa donna è molto anziana e malata e non può fare sforzi. Io sono lì sua ospite e mi sento in dovere di darle una mano. Lei in continuazione fa cose che non dovrebbe fare, sposta mobili, prende sulla schiena pacchi pesantissimi, va nella stalla e munge le mucche poi si carica i bidoni sulla schiena e li porta in un'altra stanza e quant'altro (da notare che il latte dei bidoni è rosa confetto, unica nota colorata di un sogno color seppia), e tante altre cose pazzesche. Alle folli e pericolose corse di questa donna io corro dietro in maniera forsennata e ogni volta le tolgo il lavoro facendolo io al suo posto. E lei sorride e ridacchia. Alla fine io, sfinita, le chiedo perché fa tutte quelle cose pericolose per la sua salute e la sua incolumità. E lei sorridendo mi risponde che è questo il mio dovere, e che lo devo fare senza sentirne la pesantezza, con allegria ed entusiasmo. Che non è lei che me lo chiede, e guarda suo figlio, che mi sorride e annuisce.

Devo dire che il mio amico ci parla spesso di sua madre, che era una persona buona e saggia ma tanto, tanto ostinata e caparbia.

 

E questo si traduce immediatamente nella mia vita reale: ultimamente sto correndo come una pazza cercando di fare tutto ciò che mi viene chiesto e sinceramente sono stanca. I miei doveri nei confronti della mia famiglia, dei miei suoceri, di mia madre, di mia sorella, dei miei amici, dei miei colleghi, mi pesano molto e ne sento il peso immane sulle mie spalle.


Mi sembra che tutti mi chiedano di fare cose, e io non voglio dire no a nessuno, e per questo a volte mi complico davvero la vita. In tutto questo ho anche la presunzione di fare tutto da me, di bastarmi e quindi di rifiutare l'aiuto che mi viene offerto, infilandomi sempre in situazioni grottesche e difficili (tipo essere in due luoghi contemporaneamente e altre amenità). Mi sembra che tutti mi chiedano l'impossibile, e nei loro confronti io mi sento molto inadeguata, perché non riesco a stare dietro a tutto, ma soprattutto mi pesa il dovere. Mi pesa il doverlo fare, mi pesano le ragioni. Non penso sia soltanto fatica la mia. Forse sono troppo egoista....non so.


Ma questa donna (o forse la mia coscienza) mi ha fatto capire che non devo lamentarmi. Che fa parte della mia vita, ed è questo il mio talento: aiutare le persone.

 

Da parte mia devo sforzarmi di non essere troppo egoista, e di non essere troppo indispensabile. E' bello sentirsi utili, ma a volte bisogna lasciare lo spazio anche agli altri. Che forse forse qualcuno mi voglia fare riflettere???