Arrivata ai cinquanta, continuano le scorribande nella rete di una quarantenne non più tale ma molto, molto casuale.
Uno spiraglio nella mia vita, nella mia straordinaria ordinarietà. La storia continua.
venerdì 26 luglio 2013
Tra poco si parte!
Non mi ricordo neanche più da quanto tempo non stavo lontano dall'ufficio per tre dico TRE settimane di seguito, le cause sono varie, soprattutto la mancanza di personale in segreteria e lo sportello sempre aperto.
Nel nuovo ufficio non c'è sportello aperto al pubblico, anche se il nostro servizio è un servizio al pubblico interno per il personale, non per gli studenti e quindi abbiamo lo stesso a che fare con una fauna parecchio variegata.
E quest'anno, per il secondo anno consecutivo, in Pieve hanno organizzato una settimana di vacanza in montagna. Noi siamo divisi tra l'amore per il mare e quello per la montagna, il prezzo comunque è abbastanza abbordabile, ci sono fortissimi sconti per i bambini, l'idea di trascorrere una settimana senza cucinare e spignattare mi faceva parecchio gola, quindi abbiamo deciso di aderire all'iniziativa anche noi.
Inutile dire che sono ultra-felice di andare in vacanza con tutti i miei amici, e soprattutto con tutta la famiglia, sarà un'occasione per gli altri di conoscere un po' meglio gli altri di Giogoli, in genere ci si vede di sfuggita, alle Messe, alle varie riunioni, difficile riuscire a fermarsi e fare quattro chiacchiere, siamo sempre troppo di corsa purtroppo!
Le altre due settimane le passerò invece al mare, in campeggio. Mi piace tanto la mia roulotte, il mio spazio. Ci saranno gli amici di sempre, con i quali abbiamo condiviso moltissime vacanze, le nostre figlie sono amiche, a settembre andranno addirittura a scuola insieme! A noi non importa dove andiamo, per noi l'importante è stare insieme, fare gruppo!
venerdì 31 luglio 2009
Raduni estivi
Martedì sera con il marito siamo partiti alla volta di Gattatico, in quel di Reggio Emilia. E' stata organizzata una cena in un Agriturismo tra "Conigli Ruggenti".
Devo dire che all'inizio non volevo andare, mi sentivo stanca, svogliata e ancora un po' scossa dalle vicissitudini familiari degli ultimi tempi. Però il marito ha insistito, ed è grazie a lui che abbiamo passato una serata bellissima.
Eravamo in 15, perché i conigli Pesaresi hanno dovuto rinunciare a causa di un improvviso malore di uno dei due. C'era la nostra delegazione, quella Fiorentina, poi c'era la delegazione di Bologna, quella del Veneto, quella di Milano e una piccolissima delegazione romana. Mancavano totalmente rappresentanti del Sud Italia ma, dato il periodo, la distanza e la calura, non se l'è sentita nessuno di farsi tutti quei chilometri per una cena.
Siamo arrivati all'agriturismo che i Milanesi erano già arrivati, e allora baci, abbracci, pacche sulle spalle e tanta, tanta voglia di stare insieme, di raccontare. Poi a ruota sono arrivati quelli di Bologna, con la micro-delegazione romana e i Veneti. Poi molto timidamente è arrivata la piccolissima delegazione locale. In realtà si tratta di una ragazza di Pisa trasferitasi nella bassa padana per lavoro, e devo dire che è stata molto felice di poter parlare con dei corregionali...anche se mio marito è di origini Livornesi e si sa, tra Pisa e Livorno non corre proprio buon sangue!!!
Prima di cena abbiamo preso possesso della stanza, molto bella, grande e arredata con un mobilio tipo "della nonna", molto gradevole e adatto all'ambiente rustico della cascina. Poi a mangiare!
Noi eravamo vicino a due signori di Bologna e alla ragazza padano-pisana. Ogni tanto facevamo qualche incursione, tra una portata e l'altra, dagli altri commensali per non smettere di chiacchierare, ridere e raccontarsi pezzetti di vita lasciati in sospeso dall'ultima volta che ci eravamo visti. C'era un'atmosfera magica, come se il tempo si fosse fermato per un pochino.
Finita la cena siamo andati fuori a godersi il fresco e le zanzare, e abbiamo continuato a parlare, ridere e raccontare. Ognuno di noi aveva qualche storia da dire, mio marito si è trovato subito a suo agio, dall'ultima volta che è stato della compagnia sono passati due anni, ma è stato come se il tempo non fosse passato. Dopo aver superato il momento critico dell'assegnazione facce/nomi poi è stato tutto in discesa!!!
Ci siamo lasciati con la promessa di rivedersi presto. Vedremo se sarà possibile, ma nel cuore mi rimarranno i sorrisi e l'affetto di tutte queste meravigliose persone!
martedì 28 aprile 2009
Amici
Ieri sera ho scoperto, anzi ho RI scoperto i miei amici.
Il lunedì sera vado a trovare un'amica, si sta insieme, si chiacchiera, si prega insieme. Siamo sempre in cinque o sei, e ogni volta si aggregano persone nuove. La sua casa è aperta, l'appuntamento un'istitizione. Non mancherei mai a uno dei suoi "lunedì sera". Lei è una grande persona, ognuno apre il suo cuore e racconta agli altri i suoi crucci, i suoi sospiri, i suoi piccoli e grandi dolori quotidiani. Nel momento del bisogno mi sono stati vicini, ma adesso penso che sono fortunata, che i miei piccoli "problemi" non sono poi così grandi, però sono calcificati in fondo al mio cuore e a volte fanno molto male, però io non me ne rendo conto fino in fondo. Non sono mai riuscita ad aprire una fessura nemmeno una volta, un po' per pudore, un po' perché preferisco dare spazio a chi di noi sta davvero male, per motivi seri.
Accade però che quella piccola fessura si apre improvvisamente, perché i tanti piccoli dolori sono diventati troppi ed escono fuori, quasi senza che tu te ne renda conto. E vedi che le persone che ti sono vicine dimostrano davvero di tenere a te, perche sei te e nessun altro. Perché ti vogliono bene per ciò che sei, e cercano di aiutarti a superare queste piccole difficoltà della vita, come tu tante volte hai aiutato loro, senza chiedere niente in cambio. Ebbene, è accaduto, e mi sono resa conto di avere una grande famiglia che mi ha accolta, e che mi abbraccia ogni volta che ne ho bisogno.
Ho avuto la conferma che l'amore richiama amore. E mi è venuta in mente questa bellissima canzone di Ligabue cantata magistralmente anche da Fiorella Mannoia. La dedico a tutti gli amici, perché se si mette in circolo il nostro amore il mondo sarà senz'altro un posto migliore! Vi voglio bene.
Ligabue - Metti in circolo il tuo amore (Radiofreccia 1988)
Hai cercato di capire
e non hai capito ancora
se di capire di finisce mai.
Hai provato a far capire
con tutta la tua voce
anche solo un pezzo di quello che sei.
Con la rabbia ci si nasce
o ci si diventa
tu che sei un esperto non lo sai.
Perché quello che ti spacca
ti fa fuori dentro
forse parte proprio da chi sei.
Metti in circolo il tuo amore
come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti "non lo so"
come quando dici "peché no?"
Quante vite non capisci
e quindi non sopporti
perché ti sembra non capiscan te.
Quanti generi di pesci
e di correnti forti
perché 'sto mare sia come vuoi te.
Metti in circolo il tuo amore
come fai con una novità
Metti in circolo il tuo amore
come quando dici si vedrà
come fai con una novità
E ti sei opposto all'onda
ed è li che hai capito
che più ti opponi e più ti tira giù.
E ti senti ad una festa
per cui non hai l'invito
per cui gli inviti adesso falli tu.
Metti in circolo il tuo amore
come quando dici "perché no?"
Metti in circolo il tuo amore
come quando ammetti "non lo so"
come quando dici peché no.
martedì 31 marzo 2009
Scusi, quanto costa un sorriso?
Ieri pomeriggio poi ho avuto l'intuizione. Ed è stato ieri pomeriggio, mentre aspettavo che aprisse il cancello della scuola materna che frequenta mio figlio,che questa domanda mi è sorta spontanea. Ed è proprio questa domanda che vorrei fare alle mamme degli amichetti del mio bimbo, che va alla scuola materna: "Scusi, quanto costa un sorriso?"
Premetto che l'esperienza con la mia figlia più grande è stata meravigliosa, era il primo anno che i bambini erano sistemati in classi miste, cioè con bambini di tutte e tre le fasce d'età, 3, 4 e 5 anni. Così aveva deciso l'Istituto Comprensivo della nostra città. I bambini piccoli che arrivano sono accolti dai bambini di 4 e 5 anni, che si abituano ad accudire i più piccoli. E i più piccoli, che all'inizio sono un po' spauriti, piano piano, con l'aiuto dele maestre, ma soprattutto dei bambini più grandi, si abituano piano piano al nuovo ambiente, che funziona proprio come una grande famiglia, con fratelli e sorelle più grandi e più piccoli.
L'amicizia fra mamme è venuta spontanea, a poco a poco, giorno dopo giorno. E dura tutt'ora, che i nostri figli continuano ad andare alle elementari, e l'anno prossimo qualcuno dei vecchi compagni di asilo, dato che avevano tutti età differenti, andrà alle scuole medie. Ogni tanto ci incontriamo, ci ritroviamo. Magari quando fa più caldo, andiamo ai giardini, i bambini giocano e noi si chiacchiera un po' di tutto. Ci aiutavamo quando eravamo in difficoltà, se qualcuno non poteva prendere il figlio ci pensava una delle mamme amiche. Quando ci vediamo non mancano mai i sorrisi e gli abbracci.
Quest'anno i bambini della materna sono tutti quanti ben inseriti, non solo nella classe del mio, ma in tutte. Dopo due mesi lui già consoceva quasi tutti i nomi dei suoi compagni e, a seconda di cosa succede o delle attività che sono svolte mi parla di un compagno o una compagna piuttosto che un'altro.
Fino a qui non ho raccontato niente di nuovo. Arriva il momento dell'uscita pomeridiana, si perché l'entrata a scuola l'ho riservata al papà, mentre il ritorno a casa è tutto per me. .Le mamme pian piano arrivano alla spicciolata e si mettono in attesa davanti al cancello.
Cerco in giro qualche viso conosciuto, ma in due anni questo purtroppo ancora non è accaduto.Gli sguardi non si incrociano, sono fugaci e sfuggenti. Nessuno si ferma a fare due parole, solo qualche nonno si ferma a chiacchierare. Sembrano tutti troppo impegnati nei loro pensieri. Non si riesce a scambiare nemmeno un sorriso. In due anni, neanche uno. Mi chiedo, forse è troppo impegnativo sorridere? Ammetto che a questo punto non viene spontaneo sorridere, tante volte mi devo fare forza, io sono fatta così, nonostante tutto continuo a sorridere.
Ci sono mamme che incontro all'asilo e che poi rivedo alla scuola elementare, per riprendere i fratellini o le sorelline. I bambini più piccoli si cercano, corrono, ridono, giocano assieme nei pochi minuti di attesa prima di tornare a casa. E anche qui neanche un cenno, un sorriso, una parola di convenienza. Non riusciamo a parlare nemmeno del tempo, eppure quest'anno ce ne ha date di cose da dire!!! Eppure i bambini si salutano, perché le mamme no? Perché non possiamo imparare dai nostri figli?
E io, nonostante tutto, continuo imperterrita a sorridere. Per dimostrare a queste persone che forse un sorriso non costa molto, non è molto impegnativo, e forse i bambini hanno diritto a un sorriso.
Perché la tristezza che c'è nelle nostre vite parte anche dall'impossibilità di sorridere non soltanto ai bambini, ma alla vita stessa. E' vero che i tempi sono difficili, che non sempre è facile sorridere, che i problemi che ci sovrastano a volte sono più grandi di noi. Ma proprio per questo, poiché tante cose sono fuori dalla nostra portata, varrebbe la pena sorridere. Tanto un sorriso non peggiorerebbe comunque la situazione.
Bisognerebbe davvero imparare dai bambini, ritrovare la gioia e la spontaneità di un sorriso donato a chi ci sta vicino, forse più vicino di quanto ci possiamo immaginare.