Oggi è la terza domenica di avvento, e ancora devo comprare TUTTI i regali. Non ce la farò maiiiii!!! Vediamo se in settimana riesco a sganciarmi qualche ora per poter procedere agli acquisti, sarà faticosissimo, lo sento!!!!
Oggi è stata la domenica della Messa dei bambini, abbiamo parlato dell'Avvento e del significato dell'attesa. Bellissima la Messa, il Don è andato completamente per conto suo e non ha seguito le letture del giorno, ma per i bambini è stata una preziosissima occasione di imparare qualcosa di nuovo sul Natale. Era particolarmente ispirato e mi è piaciuta tantissimo la reazione dei bambini, interessati, molti sono intervenuti, molti hanno parlato con noi a mezza-bocca, per paura di disturbare gli altri.
E poi stamattina mentre sistemavo con il marito abbiamo acceso la televisione, perché, dato che l'immersione era saltata a causa del mare cattivo, almeno poteva vedere il mare in televisione, a lui piace moltissimo Pianeta Mare. E invece ancora non c'era, e abbiamo messo su Rai1. Dopo LineaVerde c'è il programma che precede la Messa. Non mi piace particolarmente, in genere vado a vedere telefilm su Sky, però avevo da fare e non ho cambiato canale. L'argomento era naturalmente l'Avvento, e con gli occhi stavo in cucina a sistemare l'arrosto, con l'orecchio ero connessa al televisore. Hanno letto diversi brani di alcuni Santi e Sacerdoti, ma quello che mi ha colpito di più è stato un brano di S. Agostino. Ho fatto un po' fatica a ritrovarlo, perché ha scritto tantissime cose sul Natale, ma l'ho riconosciuto subito quando l'ho trovato!
Lo voglio scrivere anche qui, perché penso che Agostino sia arrivato direttamente al cuore del Natale. Spero che vi piaccia!
Dai "Discorsi" di Sant'Agostino Vescovo (Sermo 188, 2,2-3,3)
Osserva, uomo, che cosa è diventato per te Dio!
Quali lodi potremo dunque cantare all'amore di Dio, quali grazie potremo rendere? Ci ha amato tanto che per noi è nato nel tempo lui, per mezzo del quale è stato creato il tempo; nel mondo fu più piccolo di età di molti suoi servi, lui che è eternamente anteriore al mondo stesso; è diventato uomo, lui che ha fatto l'uomo; è stato formato da una madre che lui ha creato; è stato sorretto da mani che lui ha formato; ha succhiato da un seno che lui ha riempito; il Verbo senza il quale è muta l'umana eloquenza ha vagito nella mangiatoia, come bambino che non sa ancora parlare.
Osserva, uomo, che cosa è diventato per te Dio: sappi accogliere l'insegnamento di tanta umiltà, anche in un maestro che ancora non parla. Tu una volta, nel paradiso terrestre, fosti così loquace da imporre il nome ad ogni essere vivente (Cf. Gn 2, 19-20); il tuo Creatore invece per te giaceva bambino in una mangiatoia e non chiamava per nome neanche sua madre. Tu in un vastissimo giardino ricco di alberi da frutta ti sei perduto perché non hai voluto obbedire; lui per obbedienza è venuto come creatura mortale in un angustissimo riparo, perché morendo ritrovasse te che eri morto. Tu che eri uomo hai voluto diventare Dio e così sei morto (Cf. Gn 3); lui che era Dio volle diventare uomo per ritrovare colui che era morto. La superbia umana ti ha tanto schiacciato che poteva sollevarti soltanto l'umiltà divina.
Arrivata ai cinquanta, continuano le scorribande nella rete di una quarantenne non più tale ma molto, molto casuale.
Una ex quarantenne, in giro per la rete con occhi curiosi e cuore aperto, sempre pronta ad ogni novità.
Uno spiraglio nella mia vita, nella mia straordinaria ordinarietà. La storia continua.
Uno spiraglio nella mia vita, nella mia straordinaria ordinarietà. La storia continua.
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domenica 12 dicembre 2010
Il cuore del Natale
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sabato 21 agosto 2010
Inno alla Carità
Ecco che arriva la prima ri-pubblicazione di un vecchio post del vecchio blog. E vi racconto perché ho deciso di iniziare proprio da Paolo.
In questi mesi la mia vita è stata molto difficile, a causa soprattutto delle malattie dei miei suoceri, alla fine mio suocero non ce l'ha fatta, mia suocera è peggiorata ogni giorno, ogni istante, ogni momento. Finchè hai male a un piede, una mano, un ginocchio, prendi le medicine, ti fai un'operazione, un po' di fisioterapia e zac, tutto finisce. Quando però hai la depressione tutto prende un verso strano. Un momento sembra che tu stia bene un'altro invece non sai nemmeno chi sei e come ti chiami. Questa cosa ci ha sconvolto tutti quanti nessuno escluso. Con questo peso sul cuore è arrivato il momento di partire, di andare in vacanza.
Le tre settimane che siamo stati fuori mi hanno fatto un gran bene, ho ritrovato una situazione quasi normale, mia suocera si è fatta curare, è entrata in clinica, ed è uscita come nuova proprio ieri. Adesso piano piano dobbiamo accompagnarla verso la vita normale, di tutti i giorni. Spero davvero di essere all'altezza di questo compito. E dopo la vacanza, dopo la partenza dei bambini, in vacanza con i miei cognati e mio nipote, sono tornata a Giogoli mercoledì scorso. Ritrovare gli amici dopo la pausa è stato bellissimo. Soprattutto perchè dopo tanto dolore, sofferenza e patimento sto ritrovando un po' di pace, e per puro caso, alla Messa hanno letto questo testo. Lo conosco quasi a memoria ormai, tutte le volte che l'ascolto il mio cuore palpita forte, mi emoziono fino alle lacrime. Insieme al Don, che concelebrava, c'era un suo studente, un sacerdote del Cameroun che si è laureato con lui e che adesso sta facendo il dottorato in Germania. Che ci ha raccontato e spiegato questo testo. E forse devo dire che alla fine ha proprio ragione Don Desiré, l'amore è la chiave di tutto, e la Carità è proprio quell'amore che proviene da Dio e che non tiene conto di nient'altro che del cuore dell'uomo. E lui è così buono e grande che lo elargisce a tutti, basta solo mettersi ad ascoltare. Posso solo dire buona lettura.
E questo è quello che ho scritto il 10/07/2008, quando ho pubblicato questo testo per la prima volta.
Ho deciso di scrivere sul blog questo brano tratto dalla Prima lettera ai Corinzi di San Paolo. Prima di tutto perché mi piace, è un brano che leggo e rileggo, e poi perchè, anche se è stato scritto 2000 anni fa, lo trovo di un'attualità sorprendente. Se ci fosse più carità questo mondo forse potrebbe essere leggermente migliore. Leggete meditando.
" Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità."
In questi mesi la mia vita è stata molto difficile, a causa soprattutto delle malattie dei miei suoceri, alla fine mio suocero non ce l'ha fatta, mia suocera è peggiorata ogni giorno, ogni istante, ogni momento. Finchè hai male a un piede, una mano, un ginocchio, prendi le medicine, ti fai un'operazione, un po' di fisioterapia e zac, tutto finisce. Quando però hai la depressione tutto prende un verso strano. Un momento sembra che tu stia bene un'altro invece non sai nemmeno chi sei e come ti chiami. Questa cosa ci ha sconvolto tutti quanti nessuno escluso. Con questo peso sul cuore è arrivato il momento di partire, di andare in vacanza.
Le tre settimane che siamo stati fuori mi hanno fatto un gran bene, ho ritrovato una situazione quasi normale, mia suocera si è fatta curare, è entrata in clinica, ed è uscita come nuova proprio ieri. Adesso piano piano dobbiamo accompagnarla verso la vita normale, di tutti i giorni. Spero davvero di essere all'altezza di questo compito. E dopo la vacanza, dopo la partenza dei bambini, in vacanza con i miei cognati e mio nipote, sono tornata a Giogoli mercoledì scorso. Ritrovare gli amici dopo la pausa è stato bellissimo. Soprattutto perchè dopo tanto dolore, sofferenza e patimento sto ritrovando un po' di pace, e per puro caso, alla Messa hanno letto questo testo. Lo conosco quasi a memoria ormai, tutte le volte che l'ascolto il mio cuore palpita forte, mi emoziono fino alle lacrime. Insieme al Don, che concelebrava, c'era un suo studente, un sacerdote del Cameroun che si è laureato con lui e che adesso sta facendo il dottorato in Germania. Che ci ha raccontato e spiegato questo testo. E forse devo dire che alla fine ha proprio ragione Don Desiré, l'amore è la chiave di tutto, e la Carità è proprio quell'amore che proviene da Dio e che non tiene conto di nient'altro che del cuore dell'uomo. E lui è così buono e grande che lo elargisce a tutti, basta solo mettersi ad ascoltare. Posso solo dire buona lettura.
E questo è quello che ho scritto il 10/07/2008, quando ho pubblicato questo testo per la prima volta.
Ho deciso di scrivere sul blog questo brano tratto dalla Prima lettera ai Corinzi di San Paolo. Prima di tutto perché mi piace, è un brano che leggo e rileggo, e poi perchè, anche se è stato scritto 2000 anni fa, lo trovo di un'attualità sorprendente. Se ci fosse più carità questo mondo forse potrebbe essere leggermente migliore. Leggete meditando.
" Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sono come un bronzo che risuona o un cembalo che tintinna. E se avessi il dono della profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sono nulla. E se anche distribuissi tutte le mie sostanze e dessi il mio corpo per esser bruciato, ma non avessi la carità, niente mi giova. La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell'ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà. La nostra conoscenza è imperfetta e imperfetta la nostra profezia. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand'ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l'ho abbandonato. Ora vediamo come in uno specchio, in maniera confusa; ma allora vedremo a faccia a faccia. Ora conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch'io sono conosciuto. Queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità."
venerdì 18 giugno 2010
Le Carezze di Dio
Oggi mi sento un po' così, ho trovato questa preghiera su Facebook, rappresenta proprio ciò che desidero in questi giorni. Speriamo passi. Grazie Patrizio!
LE CAREZZE DI DIO
Ho paura, Signore.
Di tutto.
Mi sono rintanata
nell'angolo più stretto,
per stare al sicuro.
Ma nessun luogo
è riparo.
La paura di vivere mi stana
e ha l'odore acre
di un cappotto vecchio,
del disinfettante da ospedale,
del troppo alcool,
dell'asfalto che strappa la pelle.
Ha occhi violenti,
ha mani ruvide,
ha voce che soffoca.
Ho paura, Signore:
salvami adesso.
Liberami tu
da questa prigione,
guariscimi da questa malattia.
Prendimi in braccio,
difendimi.
Avvolgimi con una coperta
di perdono e tenerezza.
Fai passare in fretta questa notte
che scricchiola nella mia testa.
Reggimi in piedi.
Cammina con me.
Adesso, Signore.
Non posso aspettare fino a domani.
Fatti aurora, per me.
Fatti fragranza di mare.
Mostrami occhi pazienti,
concedimi carezze di seta,
parlami sottovoce
con sillabe di consolazione.
Resta con me, Signore.
Resta.
Emily S.
LE CAREZZE DI DIO
Ho paura, Signore.
Di tutto.
Mi sono rintanata
nell'angolo più stretto,
per stare al sicuro.
Ma nessun luogo
è riparo.
La paura di vivere mi stana
e ha l'odore acre
di un cappotto vecchio,
del disinfettante da ospedale,
del troppo alcool,
dell'asfalto che strappa la pelle.
Ha occhi violenti,
ha mani ruvide,
ha voce che soffoca.
Ho paura, Signore:
salvami adesso.
Liberami tu
da questa prigione,
guariscimi da questa malattia.
Prendimi in braccio,
difendimi.
Avvolgimi con una coperta
di perdono e tenerezza.
Fai passare in fretta questa notte
che scricchiola nella mia testa.
Reggimi in piedi.
Cammina con me.
Adesso, Signore.
Non posso aspettare fino a domani.
Fatti aurora, per me.
Fatti fragranza di mare.
Mostrami occhi pazienti,
concedimi carezze di seta,
parlami sottovoce
con sillabe di consolazione.
Resta con me, Signore.
Resta.
Emily S.
mercoledì 24 gennaio 2007
Oggi non è proprio giornata! E' la terza volta che riscrivo questo post. Allora, vediamo di ri-raccogliere le idee e riscrivere, per l'ennesima volta concetti scritti e riscritti.
Ieri giornata freneticissima. Tra le altre tantissime cose che ho fatto sono andata al controllo dalla dietista. E' una tipa incredibile, mi piace molto parlare con lei. Nonostante i bagordi delle feste e soprattutto l'umore pessimo delle ultime settimane ho preso soltanto un chilo!! Le ho promesso che sarei andata in piscina almeno una volta alla settimana. Di più non ce la faccio, almeno adesso, più il là vedremo. Le mie dolci e amatissime creature hanno 2 anni e mezzo il piccino e 7 e mezzo la più grande. Sono due bambimi meravigliosi e il cuore mi si scioglie tutte le volte che penso a loro!!
Stamattina sul forum (quello del ruggito del coniglio) c'era un interessantissimo post sulla vita e sulla morte. Non sono riuscita a scrivere niente, sono troppo coinvolta. Ho scritto veramente troppo su questo argomento non voglio dare l'impressione di essere la sola a detenere il sapere, tutti più o meno hanno avuto esperienza in questo campo. L'anno scorso, il 22 dicembre, è mancato il mio babbo. Non aveva mai avuto niente di serio, stava bene, andava in palestra, faceva una vita sana, un infarto l'ha stroncato improvvisamente. Era uscito con i suoi amici e non è più tornato a casa. E' stato un colpo veramente troppo grosso, ci ho messo molti mesi a riprendermi e sono sicura che non mi riprenderò mai completamente. Ho realizzato che questa cosa mi ha cambiato molto, che non sono più quella di prima. Sono cresciuta. Di per sé è una cosa positiva, ma questo mi è costato veramente tanto. Lui era una bella persona, aveva conservato una cosa preziosa che non è comune, lui aveva l'entusiasmo che hanno i miei figli quando scoprono qualcosa di nuovo, o giocano con un nuovo giocattolo. Ce l'aveva per qualsiasi cosa, una nuova trasmissione radio o tv, un libro, un sito internet, un nuovo gioco. Qualsiasi nuova avventura era estrema, emozionante e grande! Mi manca veramente tanto il suo punto di vista, la sua visione della vita. Era il mio esempio e il mio rifugio. Adesso devo trovare tutta la forza da sola, so che lui è con me e non mi abbandonerà mai.
Per questo motivo ho deciso di scrivere qui di seguito questa preghiera di Madre Teresa di Calcutta, con la speranza di riuscire veramente a vivere la vita fino in fondo.
La vita è la vita, difendila
Ieri giornata freneticissima. Tra le altre tantissime cose che ho fatto sono andata al controllo dalla dietista. E' una tipa incredibile, mi piace molto parlare con lei. Nonostante i bagordi delle feste e soprattutto l'umore pessimo delle ultime settimane ho preso soltanto un chilo!! Le ho promesso che sarei andata in piscina almeno una volta alla settimana. Di più non ce la faccio, almeno adesso, più il là vedremo. Le mie dolci e amatissime creature hanno 2 anni e mezzo il piccino e 7 e mezzo la più grande. Sono due bambimi meravigliosi e il cuore mi si scioglie tutte le volte che penso a loro!!
Stamattina sul forum (quello del ruggito del coniglio) c'era un interessantissimo post sulla vita e sulla morte. Non sono riuscita a scrivere niente, sono troppo coinvolta. Ho scritto veramente troppo su questo argomento non voglio dare l'impressione di essere la sola a detenere il sapere, tutti più o meno hanno avuto esperienza in questo campo. L'anno scorso, il 22 dicembre, è mancato il mio babbo. Non aveva mai avuto niente di serio, stava bene, andava in palestra, faceva una vita sana, un infarto l'ha stroncato improvvisamente. Era uscito con i suoi amici e non è più tornato a casa. E' stato un colpo veramente troppo grosso, ci ho messo molti mesi a riprendermi e sono sicura che non mi riprenderò mai completamente. Ho realizzato che questa cosa mi ha cambiato molto, che non sono più quella di prima. Sono cresciuta. Di per sé è una cosa positiva, ma questo mi è costato veramente tanto. Lui era una bella persona, aveva conservato una cosa preziosa che non è comune, lui aveva l'entusiasmo che hanno i miei figli quando scoprono qualcosa di nuovo, o giocano con un nuovo giocattolo. Ce l'aveva per qualsiasi cosa, una nuova trasmissione radio o tv, un libro, un sito internet, un nuovo gioco. Qualsiasi nuova avventura era estrema, emozionante e grande! Mi manca veramente tanto il suo punto di vista, la sua visione della vita. Era il mio esempio e il mio rifugio. Adesso devo trovare tutta la forza da sola, so che lui è con me e non mi abbandonerà mai.
Per questo motivo ho deciso di scrivere qui di seguito questa preghiera di Madre Teresa di Calcutta, con la speranza di riuscire veramente a vivere la vita fino in fondo.
La vita è un’opportunità, coglila
La vita è bellezza, ammirala
La vita è beatitudine, assaporala
La vita è un sogno, fanne una realtà
La vita è una sfida, affrontala
La vita è un dovere, compilo
La vita è preziosa, abbine cura
La vita è una ricchezza, conservala
La vita è amore, godine
La vita è un mistero, scoprilo
La vita è una promessa, adempila
La vita è tristezza, superala
La vita è un inno, cantalo
La vita è una lotta, accettala
La vita è felicità, meritala
La vita è la vita, difendila
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