E' fatta, è partito. Dopo tutto lo stress e gli eventi accaduti nelle ultime settimane mio marito è andato a Linosa.
L'ultima volta che ci è andato è stato due anni fa.
L'amore per questo angolo di terra italiana, più vicina alla Tunisia che all'Italia, è nato sei/sette anni fa, per puro caso. Il CNR cercava qualcuno per contribuire alla progettazione di un sistema di "tracking" delle Tartarughe "Caretta Caretta", e per puro caso è stato coinvolto in questa avventura. Il sistema è stato studiato e collaudato "in sito" e così senza pensarci due volte è partito. Senza sapere esattamente cosa avrebbe trovato.
Mio marito è tornato a casa con una luce diversa negli occhi: come se avesse trovato ciò che cercava da sempre.
E l'anno dopo ha portato anche me e la bimba. E' stato circa sei anni fa, alla fine giugno. Lei doveva compiere tre anni da lì a un mese. All'inizio ho pensato che fosse una follia portare una bambina così piccola in un posto simile. E mi sono resa conto che invece è stata la cosa più bella che ho mai potuto fare.
Ho trovato una terra bella e rigogliosa, con degli abitanti diffidenti come tutti gli isolani ma caldi e cordiali. Ed è stato subito amore. Un amore profondo, per una terra fuori dal mondo e fuori dalle convenzioni. L'unico modo per poter sopravvivere a lei è adattarsi ai suoi ritmi, alle sue usanze, ai suoi riti.
Ci sono moltissimi aneddoti che potrei citare, ma al pensiero della bellezza e dell'atmosfera unica tutto sfuma come in un film. E l'unica cosa che torna alla mente chiaro e forte è l'odore del mare, profondo come il nero dei suoi fondali. L'acqua quasi corvina da lontano, appena ti immergi diventa trasparente come cristallo di rocca. Il profumo delle alghe, del pesce appena pescato. L'allegra parlata dei pescatori, quei pochi che sono rimasti nell'isola.
E poi il tempo. Il tempo non scorre, scivola. Scivola leggero come un'anatra sull'acqua.
Il tempo laggiù ha il potere di farti sembrare tutto futile, tutto superfluo. Pensi davvero di poter sopravviverle, poi ti rendi conto di non esserne capace e allora ti senti forse più triste, ma ti rincuora sapere che tornerai alla tua vita con un qualcosa di diverso nel cuore.
E poi i capperi. Non avevo mai visto cespugli di capperi così grandi quasi da sembrare dei piccoli alberi. Ci sono uccelli notturni, le berte, che si trovano soltanto lì. Cantano all'imbrunire. E' l'evento più atteso nell'isola, il canto delle berte. Hanno un canto particolare, quasi come un bambino che piange, ma più profondo e malinconico. E il canto delle berte fa da contorno musicale a un tramonto che ogni sera illumina il cielo di colori che vanno dall'arancio al rosso intenso al violetto al rosa all'indaco.
Le case laggiù hanno ognuna un colore diverso. Sono basse e quadrate ma le facciate sono coloratissime, penso che sia l'isola più colorata che esista: case gialle, rosa, con uno stile particolare, la foto che ho inserito all'inizio rappresenta proprio una di queste case, che sono tutte così ma tutte con colori differenti.
Forse penserete che avrei dovuto andare con lui. Beh forse lo penso anche io, ma preferisco per ora tornare laggiù con i miei ricordi e godermi i racconti che mi farà Alberto quando tornerà la prossima settimana.
Sicuramente vi racconterò molte cose, per ora ho deciso di raccontare la mia di Linosa. In seguito vi racconterò anche la sua di Linosa e magari vi potrò far vedere delle fotografie originali.
Linosa mi ha regalato anche tanti amici, persone innamorate di quel piccolo lembo di terra sperduto nel Mediterraneo. Questa cosa è sempre presente, quando si parla con loro, anche se non ci si rende conto. Anche con Sima, che ho conosciuto proprio per "colpa" sua, ogni tanto si parla dell'isola e dell'eventualità di un ritorno. Un giorno ci torneremo, ne sono certa, e ci torneremo insieme.
Per ora aspettiamo tutti quanti il ritorno del nostro "linosauro", così come quelli del centro recupero tartarughe hanno battezzato gli abitanti del luogo. E forse lui è più linosauro di tutti quanti loro!!!!
La foto che vedete qui sotto è la spiaggia della "Pozzolana di Ponente", che è a due passi dal Centro Recupero Tartarughe, dove lavorerà il mio maritino per una settimana.
